ANDREA CEVASCO

Feb 02 2010

Come sarà l’anno 2010 ?

Categoria: Politica

 

Come sarà l’anno 2010 ?

Difficile prevederlo, Astrologi, indovini, economisti, analisti, politici e politologi si affannano nei pronostici. Anche se, quasi mai nessuno intuisce cosa ci riserva il futuro.
Ma; cerchiamo nel nostro piccolo di essere ottimisti, malgrado gli auspici infausti di Repubblica e di tutta la sinistra e in barba alle tante cassandre che da molto tempo, strappandosi i capelli e lacerandosi le vesti, balbettano solo una terribile, doppia parola: Kali -Yuga ! ( Di Pietro Grillo Santoro & c.)

Certamente questo è un periodo procelloso e i marosi dell’economia globalizzata, dell’ingiustizia sociale, della mancanza di lavoro, dell’incertezza sul futuro, dell’insicurezza quotidiana, dell’antipolitica urlata s’accaniscono sulla nostra giovane Italia.
Ma quali e quante tempeste ha già saputo superare nei suoi anni di vita la nostra Repubblica nata sulle ceneri della Monarchia e del fascismo?
Il vascello su cui navighiamo è sano e pronto a nuove navigazioni. Il Governo gode di ottima salute.

Pensiamo in positivo quindi e ripetiamoci quotidianamente:
quanto più buia è stata la notte tanto più radiosa sarà l’aurora.

Affrontiamo perciò il 2010 con serenità e con la consapevolezza che, impegnandoci  nella vita sociale e politica potremmo riuscire a vivere un’altra avventura emozionante, sicuri della nostra appartenenza e del desiderio di preservare i nostri valori umani e le nostre radici e tradizioni.
Noi liguri inoltre, siamo particolarmente fortunati giacchè la nostra guida, Sandro Biasotti, è salda e sicura . Tutti noi con il nostro lavoro, con il nostro affetto, l’abbiamo aiutata ed essa è oggi ancora più preparata e vincente di ieri.  Con Sandro potremmo vivere un’altra avventura accattivante, condividendo la gioia di abitare in una stessa dimora e apprezzare il dono dell’appartenenza al Popolo delle Libertà.

Andrea Cevasco.

 

Gen 26 2010

Monteleone- Burlando: la strana coppia…

Categoria: Politica

 

 

Una domanda sorge spontanea in questo periodo preelettorale: perché Burlando dovrebbe riuscire dove, sia Prodi ieri che oggi la Vincenzi, hanno miseramente fallito?
La smandroppiata alleanza di centro sinistra che ingloba e/o vorrebbe amalgamare, dai giustizialisti – populisti dell’IDV ai no global di Caruso ai verdi di Cristina Morelli all’estrema sinistra di Marco Nesci ai catto comunisti alla Monteleone e che vorrebbe accontentare, dai Don Gallo al Don Farinella e anche magari Don Angelo, dai Preve ai Di Marco alla Coop sette, dagli Occhiuto ai Caprotti passando per i Cordazzo, dai Morettini ai comitati di protesta per i Treni pendolari, dalle esigenze dei terminalisti che vorrebbero il terzo valico alle proteste di Nacini e dei no TAV ecc ecc, come può pensare di governare e cambiare la nostra Regione nei prossimi cinque anni?
La risposta a questa domanda il Governatore l’ha più volte data: fidatevi di me e delle mie promesse da campagna elettorale. D’altronde in questi anni cosa ho fatto?
Signor Burlando; in questi anni per non scontentare nessuno Lei hai fatto un decimo di quello che avrebbe dovuto fare per rilanciare la nostra amata regione.
E personalmente non riesco nemmeno a fargliene una colpa personale. Con il materiale che aveva a disposizione forse, è riuscito a fare fin troppo. Altri tipo Prodi e la Vincenzi non sono riusciti nemmeno a realizzare quel misero 10%.
Ma una domanda viene spontanea: siccome le legislature durano cinque anni e visto che i risultati realizzati da Lei sono un decimo di ciò che si potrebbe fare, Noi liguri dobbiamo aspettare 50 anni per veder realizzare ciò che si potrebbe fare in cinque anni?
E tutto per colpa della smandroppiata alleanza che ci vuole imporre?
I vecchi ci hanno insegnato un proverbio: “Bisogna apprendere dalla storia, per non commettere nuovamente gli stessi errori”.
Non credo che Lei possa esentarsi da tale insegnamento.
Non credo che Lei possa reincarnare le “gesta del CAF” di parte comunista.
Scenda dal trono e si confronti con la realtà drammatica delle divergenze all’interno della sua smandroppiata coalizione. Ne prenda atto per il bene del suo partito e di tutti i cittadini liguri.

 

Andrea  Cevasco.

 

Gen 22 2010

Riccardo Pittaluga DIMENTICATO dalla sua Genova.

Categoria: Etica e Valori

 

Intorno alla figura del senatore Paolo Emilio Taviani, è da tempo calata una cappa di soffocante silenzio. Specialmente a Genova e a  Bavari, (matrigne ingrate) , dove il più volte ministro della Repubblica (nonché capo partigiano e padre costituente) era stato incoronato «il re», quando ancora era in vita. Il “re di Bavari”, lo definiva la stampa nostrana e a volte anche quella nazionale. Ma senza reggia aggiungo Io. Poichè per chi come me  è nato a Bavari e per chi la conosce, sa che la sua residenza, era una modesta semplice casetta di campagna, acquistata dai suoi genitori che andavano a villeggiarvi l’estate. A Bavari il Taviani adulto, costretto a vivere fin dal ‘47 più a Roma che a Genova, si rifugiava alla ricerca di pace e serenità e frequentava i contadini e le persone che conosceva fin da bambino. E a questa parte di Genova e a questa gente il Senatore a vita è rimasto legato fino alla fine. Se Bavari nel secondo dopoguerra fu preservato dallo scempio edilizio che deturpò altri paesi limitrofi, il merito deve essere ascritto soprattutto al
leader democristiano, ispiratore del decreto ministeriale che, il13 febbraio 1968, sottoponeva a vincolo di tutela paesaggistica le località di Fontanegli, Montelungo, Bavari e Stallo. Come non ricordare poi, la costante attenzione che l’uomo politico riservò al locale tessuto sociale, di matrice sia laica che ecclesiale, favorendo la ricostruzione della società operaia cattolica (poi circolo Acli) e la fondazione della pubblica assistenza Croce Azzurra di Bavari nonché del campo di calcio ad oggi in disuso. Malgrado ciò, oggi mi chiedo, il perché di tale amnesia che dura da quasi un decennio. A parte un “Largo” ( davanti al Museo del mare) dedicatogli da Pericu, in occasione dei festeggiamenti in onore di Cristoforo Colombo, a parte una fugace menzione da parte del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in occasione dei festeggiamenti del 25 Aprile, sia la Genova di centro destra che quella di centro sinistra sembrano aver voluto deliberatamente relegare il Senatore a vita Paolo Emilio Taviani  fra i ricordi ( scomodi?) da tenere in archivio su scaffali polverosi e non consultabili da nessuno. Dispiace. Dispiace che Genova e Bavari non abbiano giammai avvertito l’esigenza di commemorare convenientemente la figura di questo uomo illustre, vanto non solo per Bavari, ma per Genova, la Liguria e per tutto il Paese. Dispiace che l’Establishment politico cittadino non voglia ricordare Paolo Emilio Taviani: un grande uomo, un grande ligure che ci ha onorato della sua presenza e ha fatto molto per questa terra, ma che soprattutto ci ha dato insegnamenti di vita molto importanti. Forse non gli ha giovato essere rimasto fedele fino alla fine, agli ideali cristiano-democratici che ispirarono la sua azione politica dalla giovinezza alla tarda età? Forse non gli ha giovato, essere un “partigiano bianco” facente parte del Comitato di liberazione nazionale genovese in rappresentanza della Democrazia cristiana insieme a Giulio Marchi e ad Augusto Solari? Ma agli smemorati ricordo l’irreprensibile vita politica di questo grande servitore dello stato e il fatto che se tutto il mondo scientifico oggi sostiene che Cristoforo Colombo è genovese, grande parte del merito, anzi il merito, è di Paolo Emilio Taviani. Questo va sempre ricordato, e per questo dovremmo lavorare e continuare a lavorare affinché le giovani generazioni  comprendano il messaggio importantissimo che ci arriva dal ricordo di Paolo Emilio Taviani che  “Insegnò a molte generazioni, soprattutto con l’esempio, a coniugare l’esercizio del potere con l’onestà, gli onori delle funzioni pubbliche con la frugalità del privato”.
Andrea Cevasco.

Gen 15 2010

Al Presidente Silvio Berlusconi.

Categoria: Politica

Un grazie a Silvio sempre e comunque.
 

 

Gen 07 2010

Bio Parco Monte Contessa; scandaloso aver speso 4 milioni di euro.

Categoria: Politica

 

Finalmente ho avuto il piacere di visitare il canile della discordia; oggi assieme al Presidente Sandro Biasotti a Lilli Lauro e a un numero consistente di volontari ci siamo inerpicati sulle alture di Sestri Ponente. Non so francamente quanti genovesi abbiano visitato il canile di Monte Contessa, ma francamente posso dire che ubicazione più infelice per accessibilità, non si può trovare. La strada scoraggia anche i più volenterosi e automuniti specialmente nell’ultimo tratto praticamente a senso unico. Posteggi esigui e molti su terra battuta in mezzo alla vegetazione. Nessuna possibilità di collegamento con mezzi pubblici. Temperatura invernale dentro le strutture sembra che il riscaldamento non venga utilizzato e/o non funzioni. Caloriferi posizionati all’esterno delle gabbie dei cani, nei corridoi e spenti, anzi ghiacciati.  Accessibilità alle gabbie esterne pericolosa con percorsi pieni di fango e scalette che non rispettano le norme antinfortunistiche. La struttura è evidentemente di caratteristiche costruttive di tipo industriale, con strutture di blocchetti di cemento a vista e impianti tecnologici esterni. Lasciatemelo dire: non si capisce come possa essere costata quattro milioni di euro. Gabbie animali sovraffollate, quindi sottodimensionata alle esigenze cittadine. Anche le caratteristiche di sicurezza sembrano essere latenti, con percorsi obbligati che creano commistione tra visitatori e personale volontario e animali ( a volte mordaci). Per stessa ammissione dei gestori il Bio Parco risulta essere privo di illuminazione notturna e di tettoie di protezione sulle piazzole esterne. Overbooking perenne e saturazione dei posti a disposizione. La struttura avrebbe bisogno di una costante e programmata  manutenzione ordinaria e lo stato di degrado comincia a evidenziarsi in più parti della stessa. Non si capisce la denominazione di Bio parco poiché gli unici animali custoditi sono i cani. Non vi è possibilità di vedere gli animali per i visitatori ( se non addentrandosi per corridoi rischiando di essere morsicati visto l’ampiezza delle grate dei cancelli.  Le barriere architettoniche sono dilaganti in tutta la struttura. Inaccessibile l’ 80% della struttura ai portatori di handicap.  Beh che dire, da quello che avevo letto sembrava un hotel a cinque stelle, da quello che ho potuto invece constatare sembra una barracopoli piena di spifferi  in cima a un eremo e dimenticata da tutti. Una cattedrale nel freddo polare, dove termosifoni inservibili all’uso, vengono anche tenuti spenti. Costo: quattro milioni di euro; ma siete proprio sicuri? Sarebbe veramente scandaloso !!!

 

Andrea Cevasco.