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03/31 2010

Grazie cmq.

 

Cari amici,
sono ancora incazzato per il risultato elettorale ottenuto. Ma volevo dire GRAZIE a chi, 151 persone, hanno creduto in me. Grazie, grazie al mio staff, agli amici che mi hanno sostenuto, organizzandomi incontri e gazebo, ai cittadini che hanno scritto il mio nome sulla scheda e si sono assunti la responsabilità di una scelta.
Mi raccomando: continuate a lavorare insieme per cambiare la nostra regione e il nostro comune, con la passione, l’impegno e la rigorosa onestà di sempre.

Un forte abbraccio a tutti

Andrea Cevasco.

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10/22 2009

Giorgio Bornacin: intervento in aula del Senato .

Senatore BORNACIN (PdL). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà. BORNACIN (PdL).

Signora Presidente, intendo segnalare un fatto molto grave, al quale tra l’altro si collega una vicenda riportata oggi anche da alcuni organi di stampa. Credo che ognuno di noi ritenga face book uno strumento di contatto e di socializzazione estremamente importante. Ebbene, nei giorni scorsi Andrea Cevasco, coordinatore del gruppo «Amici del Giornale-Genova» presente su Facebook, ha inserito nella sua bacheca su Facebook (dove si trova di tutto) giudizi positivi sul Governo Berlusconi. Nel giro di poche ore la bacheca di Andrea Cevasco, che riportava giudizi positivi sul Presidente del Consiglio e sul suo Governo, è stata oscurata ed egli non è riuscito in nessuna maniera a riattivare il suo account, non si sa perché e non si sa come, e ha dovuto crearne un altro e partire dal principio.  In un sito nel quale si definisce pedofilo il Presidente del Consiglio, nel quale - come oggi avviene - una associazione con 11.000 iscritti invita ad uccidere Berlusconi, Cevasco ha visto oscurare la sua bacheca. Rappresento all’aula che questo è avvenuto proprio nel giorno in cui qualcuno manifestava per la libertà di informazione. Da che parte stia il regime credo che in qualche maniera lo possiamo vedere; hanno tentato di oscurare anche il mio sito perché vi ho riportato le medesime idee, ma non ci sono riusciti. Ma c’è un fatto ancora più grave: ho scoperto su Facebook un account - credo interessi tutti - delle Brigate rosse (di cui ho gli estremi che consegnerò alla Presidenza) nel quale si inneggia alle Brigate rosse, alla lotta armata, a Desdemona Lioce; un account che infanga e calpesta la memoria di Biagi e D’Antona. Leggo soltanto la frase iniziale: «Con questo comunicato gli appartenenti al gruppo Facebook “Le Brigate Rosse” vogliono rispondere alle accuse rivolte da alcuni organi di stampa…». Segnalo tutto questo al Parlamento e al Governo, perché Facebook deve essere uno strumento di comunicazione, di libertà, ma uno strumento nel quale non si possono inserire le forze peggiori del nostro Paese. Reputo ciò un fatto veramente grave.

(Applausi dal Gruppo PdL).

 

 

 

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10/5 2009

Andrea Cevasco disabilitato immotivatamente dal social network facebook


Oggetto: OSCURAMENTO IMMOTIVATO DAL SOCIAL NETWORK FACEBOOK.

Carissimi, sono Andrea Cevasco:  Responsabile di settore del Coordinamento del PdL città di Genova. Settore: Comunicazione Immagine Propaganda; Incarico: Responsabile Vicario . Membro del Direttivo per Biasotti Governatore, e responsabile del Giornale e rapporti con la stampa.
Vi scrivo poiché per la seconda volta sono stato disabilitato dal Social network Facebook.  Questo il testo della comunicazione all’apertura del mio PC in data Lunedì 5 Ottobre 2009;“Account Disabled Your account has been disabled. If you have any questions or concerns, you can visit our FAQ page here”.
Ritengo la cosa lesiva della libertà di “ comunicazione propaganda e libertà di stampa”. Nella mia opera, sono certo di non aver violato le norme della buona educazione e di non aver arrecato offesa a nessuno. Anzi, dalla mia bacheca Sabato 3 Ottobre 2010 era partita una campagna per la difesa dell’onorabilità del Governo e del suo Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi diffamati a mezzo video dalle pagine del Social Network Facebook.
Titolare di alcuni gruppi di mia creazione, Amici de Il Giornale Genova, Sandro Biasotti fan club, contitolare del gruppo, basta con Burlando, ho sempre cercato di mantenere un profilo di educazione e non insulto come ampiamente dimostrato dai commenti e dai link pubblicati su questi gruppi.  Sono veramente dispiaciuto dell’accaduto e mi chiedo se, vi sia un nesso temporale, tra la pubblicazione della mia reprimenda su tale video e l’oscuramento del mio profilo personale.
Sicuro di una vs. collaborazione per l’accertamento della verità

Distintamente
Responsabile Vicario Comunicazione Immagine Propaganda del Coordinamento PdL città di Genova

Andrea Cevasco.

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09/20 2009

Kabul; sul ” Meno sei” zero tutili sui quotidiani locali.

VERGOGNA VERGOGNA VERGOGNA.

I proffesionisti dell’informazione cittadina del Secolo xix e di Repubblica, hanno censurato la notizia.  Stesso atteggiamento tenuto anche dalle Istituzioni Regionali Provinciali e Comunali, che non si sono sentite in dovere di condannare pubblicamente uno striscione di una vergogna inaudita. Tutte le persone che mi conoscono sono pregate di mandare lettere di sdegno alle redazioni del secolo e di repubblica. Il minuscolo è d’obbligo.

Andrea Cevasco

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09/14 2009

Lega Nord: inarrestabile?

E’ possibile in Italia fare politica senza necessariamente avere un nemico da combattere?

Perché oggi l’Italia si divide in anti Berlusconi e pro Berlusconi?

Confesso di aver votato Lega in passato, confesso di essere ancora oggi affascinato dalle teorie del professor Gianfranco Miglio. Poi confesso di non aver mai perdonato a Bossi l’inciucio che aveva portato al governo i comunisti. Non mi è piaciuta nemmeno la deriva secessionista . Come non mi sono piaciute alcune derive razziali / xenofobe. Ma, a prescindere da ciò ritengo che oggi la Lega sia l’unico partito che risponde realmente alle domande dei cittadini, siano essi  lavoratori e/o piccoli e medi imprenditori. Giustamente radicata sul territorio, giustamente estremo difensore delle tradizioni e del patrimonio culturale locale e nazionale. Giustamente contro l’islamizzazione della nostra cultura coerente con le diverse esigenze che si manifestano a diversa latitudine nel nostro paese. Insomma, portatrice sana delle paure e delle necessità che quotidianamente incontrano i cittadini nel loro arco esistenziale. Peccato che abbiano abbandonato l’idea delle Macro Regioni all’interno del sistema Nazionale. Se oggi hanno troppo potere, come asseriscono la coppia Fini- Casini e/o il duo Bersani - Di Pietro, la colpa non va ricercata nelle istanze che pervicacemente portano avanti, ma nell’inadeguatezza dei contendenti politici degli altri partiti. Se Nessuno è riuscito ad arginare la Lega e parliamo di politici  del calibro di D’Alema Craxi Scalfaro Berlusconi Prodi Veltroni Napolitano Ciampi Franceschini ecc ecc, qualcosa di buono deve aver pur proposto al suo elettorato. E questo qualcosa di buono è semplicemente la fedeltà alla causa, la fedeltà ai bisogni e alle paure del popolo, la fedeltà e l’appartenenza a un’idea. Poiché giusta e/o sbagliata che sia, Loro un’idea di Nazione cercano insistentemente di realizzarla. E questo alla gente piace, poiché tutto intorno si sono enormemente annaquate le ideologie che supportavano i partiti  e ciò ha portato a una “triste lotta  ad personam” tra i contendenti dei vari schieramenti. Tanto più che le istanze della Lega, oramai sono divenute organiche con i programmi di ambedue gli schieramenti e la storia insegna che difficilmente si può tornare indietro su certe concessioni. Tentare di arginare la Lega oggi, sarebbe un ’esercizio di puro suicidio politico. Questo sì, bipartisan e in questo caso ha piena ragione Umberto Bossi.  Inevitabile oramai “un’Italia federale” bisogna solo evitare le derive secessioniste e/o qualunquiste e/o xenofobe.   Poi finita l’emergenza contingente alla crisi economica mondiale, si potrà pensare a fare una politica dei redditi liberale e libertaria che riconquisti la fiducia programmatica del popolo, con un occhio particolare alle esigenze culturali famigliari e sociali della popolazione. Solo vivendo in mezzo alla gente si può realizzare i bisogni della stessa. E questo Bossi lo sa. Il suo nemico non è una persona ma il sistema individuato dallo slogan “ Roma ladrona ”. Dal nord al sud, gli italiani la pensano allo stesso modo e individuano nel potere centrale il grande dissipatore delle risorse economiche naturali sociali della nostra Nazione. Solo l’efficienza l’unità la fedeltà agli ideali,  possono mediare sulle istanze localistiche altrimenti vincenti.

Andrea Cevasco.