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04/7 2009
E’ morta la Giustizia civile in Italia?
A volte mi sembra di vivere nel Burundi e non nell’occidentale Italia. Cos’è che scatena in Me, questo moto d’ indignazione?
La scoperta di sempre nuove falle nella nostra GIUSTIZIA CIVILE.
Ora cercherò di spiegarvi una cosa non facile da “scrivere” ma spero di riuscire nell’impresa ( con un’ esempio).
Ci domandiamo sempre perché in Italia vi siano un numero di cause civili, spesso doppio se non triplo, che nei restanti paesi dell’Europa?
Ci domandiamo inoltre perché una causa civile duri in media dai sei ai dieci anni, prima di arrivare a sentenza?
Ci domandiamo il perché di tutto ciò?
Le risposte sono sempre le stesse: pochi giudici per tante cause, gli Italiani sono litigiosi per natura, troppo arretrato e cause troppo lunghe.
Mi sono sempre domandato se fosse vero tutto ciò e se vi fosse “ una causa effetto” che potesse collegare le cose che apparentemente danneggiano entrambi i contendenti e danneggiano l’apparato giudiziario.
Bene ho trovato la risposta!!!
Devo per forza fare un esempio per poterla far capire:
Le cause di solito si fanno per una questione di soldi. ( liti condominiali, liti vicinali, liti per insoluti, liti per danni subiti ecc ecc)
Ma, posto il caso che, Io ( per non fare torto a nessuno) deva 100.000,00 euro a una persona mi conviene andare in causa e/o trovare una transazione?
Facciamo il conto dell’oste:
La causa dura dai sei ai dieci anni. Quei soldi in mano mia e/o se dovessi chiederli alle banche, mi fruttano diecimila euro all’anno ( minimo se li chiedo in prestito, minimo se li investo nella mia professione) .
Metti caso che la causa dura sei anni Io, ho ricavato da quei soldi sessantamila euro, se dura dieci ne ricavo centomila euro.
Quindi arrivato a sentenza anche se il giudice mi desse torto in toto e mi obbligasse a versare i centomila euro più gli interessi legali , dovrei versare circa ( nel caso dei sei anni) centododicimila euro, (nel caso dei dieci anni) circa centoventimila euro.
Insomma: se dura sei anni Io ho risparmiato quarantotto mila euro se ne dura dieci ne risparmio ottantamila euro.
Mamma mia, se i miei calcoli sono esatti pagare è una follia in Italia.
Non fatevi sviare da chi dirà subito: ma ci sono le spese legali ……
Niente di più falso: chi pratica questo sistema si tutela con una polizza di assicurazione all’uopo che lo rende indenne da spese legali e da consulenze tecniche.
Non pensando poi, che questo sistema indirettamente affossa tutta la libera imprenditoria, che nel caso di sofferenza, si deve fare prestare i soldi dalle banche a tassi che variano dal 10 al 13% con un danno arrivati a sentenza pari al guadagno di chi i soldi non ha voluto versare. Indi 48mila euro in sei anni e 80mila in dieci anni.
Un giochino troppo semplice per un paese civile come l’Italia? Tutto legale per giunta!!!
PROPOSTA DI RESURREZIONE.
Soluzioni, per eliminare i “furbi”:
1) CTU disposta dal giudice ( tempo anni uno per deposito) che stabilito insindacabilmente l’importo dovuto abbia l’effetto di liberalizzare l’80% dell’importo dovuto e sul restante 20% libertà di proseguire il contendere.
2) Applicare i tassi bancari ( e non legali) all’importo da restituire a sentenza avvenuta.
3) Eliminare le polizze assicurative sulle spese legali.
Che ne dite?
P.S. se fosse così e retroattiva, ( cioè applicabile alle cause in corso) sono convinto che in un’ anno si dimezzano. Abbiamo scoperto l’ UOVO DI COLOMBO?
Andrea Cevasco.
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10/11 2008
Crisi finanziaria mondiale 2008.
Il decreto del governo: fiducia per i risparmiatori, stabilità nelle banche, liquidità nelle banche per le imprese.
La crisi finanziaria globale colpisce duramente le borse e preoccupa tutti i cittadini. Tutti si esercitano a dire qualcosa, ma nessuno lo sa cosa si puo’ fare. L’unica cosa certa, come ricorda il nostro presidente Berlusconi, è che “si sa è che si tratta di una situazione nuova, mai verificata e non si può risolvere con gli strumenti consueti, quelli vecchi. Bisogna inventarsi qualcosa e la riscrittura delle regole e’ quella che probabilmente si dovrà fare ed è stata evocata un po’ da tutti”.
Il nostro governo ha varato un decreto legge in vigore da oggi, allo scopo di dare fiducia ai risparmiatori, garantire stabilità alle banche e liquidità nelle banche per le imprese.
Si tratta di un insieme di norme di tutela e di garanzia, che vogliono prevenire le ricadute della crisi nel nostro Paese.
Come avrai notato, in questi giorni il presidente Berlusconi si sta impegnando per evitare allarmismi. Ha ribadito costantemente che il nostro sistema bancario è solido perchè non si è indebitato come avvenuto negli Stati Uniti e in altri Paesi. Inoltre, come ha ricordato ancora oggi, dopo l’ennesimo Consiglio dei Ministri tenuto a Napoli, “dobbiamo essere più forti del panico e della follia…Se si hanno delle azioni non bisogna assolutamente venderle, se invece si hanno soldi liquidi io consiglio di comprare quelle azioni che valevano 10 un anno fa e che adesso valgono 2-3-4». Berlusconi ha citato Eni ed Enel come esempio di aziende di qeusto tipo e ha chiosato: “Sarò accusato di fare il venditore ma io credo di fare il mio dovere di presidente del Consiglio per evitare il panico e per dare serenità agli italiani».
Comportamenti irrazionali avrebbero il solo affetto di allargare la crisi dalla finanza all’economia reale, coinvolgendo le famiglie e il sistema delle piccole e medie imprese che sono la spina dorsale del nostro Paese. Da qui gli inviti continui alla calma e al buon senso di Berlusconi e il decreto legge del governo come misura precauzionale.
N.D.R.
Cari Lettori, seguitemi attentamente e possibilmente partecipate attivamente alla discussione.
Il tema è scottante poiché nessuno può ritenersi escluso dalle conseguenze di una crisi finanziaria globale. Sopra è stato pubblicato un sunto della posizione del Governo Italiano su questo momento drammatico. Ma a parte l’effetto “placebo” di tali dichiarazioni, non penso che nessun italiano si senta rassicurato dai buoni consigli del nostro Premier e dalla sua “ nobile” buona volontà. A scanso di equivoci, dico subito che
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