
Finalmente ho avuto il piacere di visitare il canile della discordia; oggi assieme al Presidente Sandro Biasotti a Lilli Lauro e a un numero consistente di volontari ci siamo inerpicati sulle alture di Sestri Ponente. Non so francamente quanti genovesi abbiano visitato il canile di Monte Contessa, ma francamente posso dire che ubicazione più infelice per accessibilità, non si può trovare. La strada scoraggia anche i più volenterosi e automuniti specialmente nell’ultimo tratto praticamente a senso unico. Posteggi esigui e molti su terra battuta in mezzo alla vegetazione. Nessuna possibilità di collegamento con mezzi pubblici. Temperatura invernale dentro le strutture sembra che il riscaldamento non venga utilizzato e/o non funzioni. Caloriferi posizionati all’esterno delle gabbie dei cani, nei corridoi e spenti, anzi ghiacciati. Accessibilità alle gabbie esterne pericolosa con percorsi pieni di fango e scalette che non rispettano le norme antinfortunistiche. La struttura è evidentemente di caratteristiche costruttive di tipo industriale, con strutture di blocchetti di cemento a vista e impianti tecnologici esterni. Lasciatemelo dire: non si capisce come possa essere costata quattro milioni di euro. Gabbie animali sovraffollate, quindi sottodimensionata alle esigenze cittadine. Anche le caratteristiche di sicurezza sembrano essere latenti, con percorsi obbligati che creano commistione tra visitatori e personale volontario e animali ( a volte mordaci). Per stessa ammissione dei gestori il Bio Parco risulta essere privo di illuminazione notturna e di tettoie di protezione sulle piazzole esterne. Overbooking perenne e saturazione dei posti a disposizione. La struttura avrebbe bisogno di una costante e programmata manutenzione ordinaria e lo stato di degrado comincia a evidenziarsi in più parti della stessa. Non si capisce la denominazione di Bio parco poiché gli unici animali custoditi sono i cani. Non vi è possibilità di vedere gli animali per i visitatori ( se non addentrandosi per corridoi rischiando di essere morsicati visto l’ampiezza delle grate dei cancelli. Le barriere architettoniche sono dilaganti in tutta la struttura. Inaccessibile l’ 80% della struttura ai portatori di handicap. Beh che dire, da quello che avevo letto sembrava un hotel a cinque stelle, da quello che ho potuto invece constatare sembra una barracopoli piena di spifferi in cima a un eremo e dimenticata da tutti. Una cattedrale nel freddo polare, dove termosifoni inservibili all’uso, vengono anche tenuti spenti. Costo: quattro milioni di euro; ma siete proprio sicuri? Sarebbe veramente scandaloso !!!
Andrea Cevasco.
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Monte Contessa non è che la punta dell’iceberg dell’atteggiamento di indifferenza di moltissime Amministrazioni Comunali, riguardo alla tutela e al benessere animale. Certo in primis sono da considerare i problemi “dell’uomo”, ma non dimentichiamo che ormai in Italia, e quindi in Liguria, una famiglia su tre ha un cane e/o un gatto. Dietro ad ogni animale protetto dalle Istituzioni c’è una famiglia! Ecco perchè il disinteresse per loro è disinteresse verso chi lo ha/lo aveva accolto!!! Vieni a vedere la situazione nel Levante!!!! Convenzionato col canile di Viguzzolo (AL)….altro lager! Aree di sgambamento???? Non si sa cosa sono! Maltrattamenti…nessuno denuncia, tanto chi fa i controlli dice sempre che tutto va bene! Ne avrei mille da raccantare!
Carissimo, ho voluto deliberatamente non parlare del trattamento degli animali…. troppi interessi troppe associazioni che girano intorno a questa grave emergenza. Monte Contessa doveva essere una soluzione per Genova e Provincia. Purtroppo non riesce nemmeno a eliminare i problemi di Genova.