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02/24 2010

Andrea Cevasco: per Biasotti e con Biasotti. Su cosa mi voglio impegnare.

 

 Il  perché del mio impegno:

Il senso morale di una società si misura su ciò che fa per i suoi bambini.
(Dietrich Bonhoeffer)

IO HO UN SOGNO NEL CASSETTO:

cambiare Genova e la Liguria in modo che, il sorriso non scompaia dal volto dei nostri figli.

INSIEME POSSIAMO REALIZZARLO.

Perché bisogna cambiare:

Le legislature durano cinque anni e appurato che, i risultati realizzati dall’alleanza di centro sinistra sono un decimo di ciò che si potrebbe fare, Noi liguri non vogliamo e non possiamo aspettare 50 anni per veder realizzare ciò che, con un governo di centro destra, si potrebbe realizzare in una legislatura.  La politica del fare è nel nostro e nel mio DNA .
Invece, la “smandroppiata” alleanza di centro sinistra è dimostrato, ha fallito dovunque abbia dovuto gestire la cosa pubblica: a riprova di ciò vi sono le nefaste esperienze del Governo  Prodi a livello nazionale,  della Giunta Vincenzi a livello locale, dell’attuale Governatore Burlando a livello regionale. I vecchi ci hanno insegnato un proverbio: “Bisogna apprendere dalla storia, per non commettere nuovamente gli stessi errori”.
Autolesionista sarebbe riconfermare la fiducia a chi promette di governare tenendo uniti i: giustizialisti – populisti dell’IDV , i no global di Caruso, i verdi di Cristina Morelli, l’estrema sinistra di Marco Nesci ,i catto comunisti di Monteleone. Utopico credere di poter accontentare; dai Don Gallo al Don Farinella e anche magari Don Angelo, dai Preve ai Di Marco alla Coop sette, dagli Occhiuto ai Caprotti passando per i Cordazzo, dai Morettini ai comitati di protesta per i Treni pendolari, dalle esigenze dei terminalisti che vorrebbero il terzo valico alle proteste di Nacini e dei no TAV  no GRONDA ecc ecc,�
Due filosofie al confronto: quella del FARE di centro destra e quella BUROCRATICA del sopravvivere di centro sinistra.
Io sono orgoglioso d’ appartenere alla prima che rivendica la pulizia di Napoli in tre mesi, una casa ai terremotati dell’Aquila prima dell’arrivo dell’inverno, l’inaugurazione e il finanziamento della gronda e del terzo valico e l’abolizione totale dell’ICI  sulla prima casa, oltre al fatto di non aver aumentato le tasse in questo periodo nefasto per l’economia mondiale e di conseguenza per le imprese italiane e liguri.

Su cosa mi voglio impegnare:

Certamente questo è un periodo procelloso e i marosi dell’economia globalizzata, dell’ingiustizia sociale, della mancanza di lavoro, dell’incertezza sul futuro, dell’insicurezza quotidiana, dell’antipolitica urlata s’accaniscono sull’Italia e sulla nostra Liguria.  Ma quali e quante tempeste ha già saputo superare nei suoi anni di vita la nostra Repubblica nata sulle ceneri della monarchia e del fascismo !!!

Pensiamo in positivo quindi e ripetiamoci quotidianamente:
quanto più buia è stata la notte tanto più radiosa sarà l’aurora.
I nostri nonni non si sono spaventati davanti allo strazio lasciato dalla fine della seconda guerra mondiale e davanti alla prospettiva della ricostruzione !!!
L’unità d’idee fa la FORZA. La condivisione dei valori e dell’etica professionale fa la differenza.
Su cosa dobbiamo lavorare per illuminare il futuro della nostra regione?

1)La piaga del lavoro nero e degli extracomunitari senza permesso regolare di soggiorno.
2)La piaga dei subappalti.
3)La piaga delle morti bianche.
4)L’eccessiva burocrazia cartacea nell’Amm.zione regionale.
5)La mancanza di liquidità delle PMI e i ritardati pagamenti.

La Liguria merita più lavoro. Penso che questo sia lo slogan elettorale più importante.
Il lavoro è un diritto lavorare è un dovere. Aggiungerei: lavorare è bene legalmente è meglio.

Soluzioni:

1)La piaga del lavoro nero e degli extracomunitari senza permesso regolare di soggiorno.

Un flagello che definirei europeo e che destabilizza l’economia e mette a serio rischio i conti di tutte le Nazioni. Un flagello che mina alle fondamenta i diritti dei lavoratori. Un flagello che, obbliga alla connivenza nel malaffare, la filiera della produzione. Un flagello che distorce il libero mercato e fa morire il tessuto regolare delle PMI. Non solo edilizia, ma ristorazione, commercio, artigianato, servizio alle persone, agricoltura, vinicoltura, pascolo e allevamento di bestiame, ecc ecc sono a serio rischio di, illegalità diffusa, concorrenza altamente sleale, mancanza di rispetto dei dettami sulla sicurezza e sui contratti nazionali del lavoro.
Preso atto di questa triste ma esistente realtà bisogna avere il coraggio di porvi rimedio.
E la soluzione che Io avrei intenzione di proporre, per contrastare questo avvilente malcostume è: sospensione temporanea dell’appalto e dei SAL, alle aziende che si servono di manodopera irregolari, in evidente violazione di tutte le norme sul diritto del lavoro e di quelle sull’afflusso di manodopera straniera.

2)La piaga dei subappalti.

 Nel nostro paese vige il principio del libero mercato e quindi abbiamo un’organizzazione economica caratterizzata dalla libertà di concorrenza. Questo importante principio è sancito dalla Carta costituzionale all’art. 41, 1° comma: “l’iniziativa economica privata è libera”. In realtà la libertà di mercato trova nel nostro paese dei forti limiti nell’esistenza di monopoli, nonché nella necessità di autorizzazioni per l’esercizio di alcune imprese.
Non volendo in alcun modo limitare la libertà d’ impresa e ritenendo necessario scongiurare il subappalto delle opere ritengo che si dovrebbe optare per l’affidamento lavori a  Consorzi obbligatori d’impresa.

3) La piaga delle morti bianche.

Serve fermarsi davanti all’atrocità di 3,5 Morti Bianche al giorno? L’impotenza politica “bipartisan”, di fronte a questo “genocidio umano”, l’impotenza sindacale l’impotenza operaia possono giustificare l’abbandono della lotta in nome e per conto della produttività?
No.
Non è possibile accettare passivamente questo stato di cose.
La vita non è dei vili, ma dei coraggiosi. Non è dei poltroni, ma degli operanti. La storia è di coloro che sanno prenderla e piegarla alla propria tenace volontà. Diversa la Mia proposta, ma non potrebbe essere altrimenti !!!

Il controllo del lavoro e della sicurezza fatto dalla Regione attraverso un comitato paritetico composto da: Associazioni produttive; sindacati; scuole professionali; associazioni sull’immigrazione.
Con compiti non sanzionatori ma: di formazione, informazione, avviamento al lavoro, controllo delle attività produttive e di sicurezza.
Con Obbligo per le imprese e i lavoratori:
a) nuove assunzioni: corso formazione lavoro e sicurezza.
b) immigrati: corso di lingua e lettura e corso formazione e sicurezza.
c) Quando vi è un cambio di mansione nello stesso settore: formazione lavoro.
e) imprese: visite annuali cantieristiche per ogni attività produttiva.
per tutti: corso annuale di gg. uno per aggiornamenti lavorativi e sulla sicurezza.
temi: lavoro-sicurezza_lavoro-ambiente_lavoro-salute_lavoro-appalti_lavoro-privacy_lavoro-qualità_lavoro-responsabilità.
Inoltre;
obbligo anche nei contratti tra committente privato e appaltatore, di calcolo e remunerazione degli oneri di sicurezza da allegare alla chiusura della pratica e/o concessione.

4) L’eccessiva burocrazia cartacea nell’Amm.zione regionale.

Brunetta ha dimostrato che si può fare !!!
Semplificazione di tutte le pratiche che riguardano i finanziamenti regionali con certezza di risposta entro 60gg dalla data del deposito. Trasparenza attraverso la pubblicazione web di tutti i finanziamenti erogati.

5) La mancanza di liquidità delle PMI e i ritardati pagamenti.

Un problema endemico nel panorama italiano. Un problema che maggiormente colpisce quelle realtà produttive piccole e approssimativamente strutturate. Realtà che però sono il motore dell’economia italiana. La bassa capitalizzazione, le rende vulnerabili alle insolvenze e ai ritardati pagamenti. In momenti di crisi economica perdurante, con l’accesso al credito reso difficile dalla diffidenza delle banche, queste realtà sono a serio rischio di chiusura. Il governo ha stanziato agli artigiani in crisi appositi finanziamenti, utili a fare si che questi non licenzino o taglino unità operative. Ma l’accesso a questi finanziamenti, in molti casi, viene inficiato dalle regioni che esigono per l’accesso a tali agevolazioni il DURC ( documento di regolarità contributiva). Il rischio concreto è che la disoccupazione e il lavoro nero nei prossimi due anni aumentino a dismisura nella nostra regione. Visto l’eccezionalità della situazione economica ligure e italiana si potrebbe pensare a una moratoria di anni uno sulla obbligatorietà della presentazione di tale documento. Inoltre bisognerebbe accorciare i tempi di pagamento per le forniture inferiori ai 50 mila euro, da parte degli enti pubblici, che non dovrebbero sforare il tempo di trenta gg data emissione fattura.

La “famiglia è sacra”. 

“La vita va difesa tutelata e servita, anche prima della nascita, come, nella sua fase terminale”.


I dati liguri però, fanno rabbrividire: In Liguria 607 donne hanno avuto almeno 4 aborti; Quasi 4000 aborti eseguiti in 365 giorni.
Polverizzato il record negativo Inglese, con un’incidenza di aborti in Liguria, superiore di quasi tre volte la media inglese. I numeri, sono francamente troppo eloquenti e inoppugnabili e non lasciano nessun dubbio nel merito che l’aborto nella nostra Regione, venga sciaguratamente usato, anche, in sostituzione dei metodi contraccettivi.
E la Regione Liguria non ha mai fatto nulla per combattere questa incivile deriva.
I figli sono vita e la vita non si può interromperla agli albori.
Non si può rimanere inermi, politicamente, di fronte a questa reale emergenza, anche demografica.
Io mi impegnerò in questa battaglia di civiltà.
Penso alla creazione di un fondo regionale a sostegno di 4000 famiglie che rinunciano volontariamente ad abortire.
Il fondo deve prevedere la garanzia di un’ assegno per i primi tre mesi di vita oltre all’immediata priorità alle liste degli asili nido.
Inoltre il mantenimento, secondo me dovrebbe essere esteso al primo anno di vita, per tutte le mamme che si trovano senza posto di lavoro e/o non riescono a trovare posto negli asili nido.
Un’altra battaglia che sicuramente mi vedrà protagonista, è quella dei contributi regionali destinati all’assistenza domiciliare agli anziani non autosufficienti.
Il sogno: un bonus bebè per le famiglie che decidano di avere il terzo figlio.

Il bisogno di sicurezza:

L’irrazionalità, l’emotività, l’egoismo, la xenofobia, inconsci o meno che siano, fanno parte del bagaglio psicologico di ognuno Noi. Chi vive attivamente nelle nostre città deve riconoscere che la tentazione dell’insofferenza, del rigetto, dell’intolleranza, è spesso messa a dura prova dalle varie forme di mendicità, a volte violenta, che gli extracomunitari esercitano. Chi subisce sulla propria pelle lo stillicidio degli scippi, dei furti, dei borseggi, della prostituzione sotto casa, dell’accattonaggio minaccioso, deve dimostrare continuamente a se stesso e alla società tutta, di avere tenacemente, la volontà di non generalizzare, di capire, di comprendere, di tollerare. Ignorarne l’esistenza, o addirittura criminalizzare questi sentimenti della popolazione, è un errore fatale alla convivenza ed alla comprensione dei popoli, che la società e la politica devono invece ricercare continuamente. L’ansia acritica dell’immediata integrazione degli extracomunitari, a tutti i costi, sia economici che politici che sociali, può assumere dei caratteri funesti e contrasta nei fatti con la ragionata e cosciente affermazione del diritto d’ogni persona alla sussistenza ed alla dignità. Oggi non possiamo permetterci di attribuire agli ospiti della nostra città regione, più diritti di quelli che godono i nostri concittadini, poiché il buonismo ideologico, è solo fittizio e nasconde l’egoismo di chi vuol esorcizzare i propri complessi di colpa o ignorare, senza giustizia, l’equilibrato diritto di ognuno. Dagli ospiti, si deve pretendere che compiano i loro doveri e che si adattino ai costumi ed alle leggi locali e nazionali, con la pazienza e la diligenza di chi abita in casa altrui, cercando l’integrazione, nell’attesa che le nuove generazioni possano imparare ed insegnare nuovi valori e nuove tradizioni. Preso atto di ciò, il bisogno di sicurezza inteso come ordine pubblico, rientra, seppure indirettamente, in una politica di aiuto alle fasce più deboli. Spesso sono proprio le fasce più deboli, anziani e donne, che pagano  un prezzo personale elevato alla mancanza di sicurezza. Urge quindi, la necessità di inserire la voce “Sicurezza” nell’ambito del Welfare, unitamente alle problematiche connesse all’immigrazione, all’accoglienza ed all’integrazione dei migranti presenti sul nostro territorio.

Riduzione dei Tempi di attesa.

Riportare i tempi medi di attesa delle principali prestazioni diagnostiche(non in urgenza)  entro i 30gg e dei ricoveri entro parametri compatibili alle singole patologie;


Migliorare la qualità del soggiorno in ospedale.

Molto spesso la qualità dei servizi sanitari è di ottimo livello ma la percezione che se ne ha è offuscata dallo stato dei luoghi . Tale risultato deve essere raggiunto sia attraverso continui investimenti nel rinnovamento strutturale, sia nella formazione delle risorse umane a contatto con il pubblico.


L’informatizzazione della cartella clinica.

Il Medico di Famiglia rappresenta in un sistema sanitario moderno il punto di riferimento per ogni cittadino che abbia problemi di salute e la fiducia che il paziente ha nel proprio medico è il prerequisito essenziale perché tale rapporto sia efficace. Si ritiene quindi che sia di primaria importanza la centralità del ruolo dei Medici di Famiglia e Pediatri nell’organigramma sanitario. Il punto è il forte sviluppo della rete, che deve però essere vista non, come spesso sviluppato in alcune regioni ed anche nella nostra, come una artificiosa e burocratica rete di relazioni, ma come un concreto modello organizzativo, in grado di intercettare ed orientare la domanda, sviluppare l’importante attività di prevenzione, in collaborazione con gli altri attori, che sia fisicamente individuato e con regole e risultati attesi definiti e misurabili.


Potenziamento dell’assistenza ai cittadini anziani e disabili.

Incremento  componenti d’ offerta di posti di residenzialità e di assistenza domiciliare.
moduli di formazione e di aiuto pscicologico alle famiglie che ospitano parenti disabili e malati di Alzheimer.

Particolare attenzione alla prevenzione.

Campagne Vaccinali (ad esempio, morbillo, rosolia, parotite, pneumococco, influenza);
Screening (ad esempio, Mammografico e Neonatale, della Sordità, malattie del Colon)

Imprese più forti per competere meglio.

La graduale riduzione dell’IVA sulle attività turistiche è già un buon inizio. Inoltre bisogna applicarla anche alla realizzazione materiale delle strutture turistiche e/o delle infrastrutture ad essa connesse.
E’ anche auspicabile che lo Stato si occupi di stilare una strategia comune di sviluppo in modo da coinvolgere le Regioni e le maggiori associazioni di categoria.
Necessita anche, una detassazione per quelle parte di utili che le Imprese investono in attività di formazione e ricerca. Pensiamo che beneficio porterebbe a tutta l’hotellerie di proprietà familiari (e  in Liguria siamo maestri in questo) che lavora in gran parte con stagionali (che sovente non sono gli stessi da una stagione all’altra), ci si rende conto dell’importanza della cosa.
In Liguria il turismo non è sufficientemente considerato e supportato. Le catene alberghiere presenti a Genova, per la maggior parte,potrebbero essere utilizzate come bacino formativo degli stagionali durante la stagione invernale. Coinvolte in programmi di sviluppo e rilancio. E’ una risorsa disponibile che va totalmente sprecata.
La Lega navale italiana, presente su tutto il territorio nazionale (a Genova abbiamo due sezioni), non è mai stata considerata come facente parte del tessuto produttivo cittadino.

Turismo & sport.

1. Mappatura strutture sportive utilizzabili per eventi – quali sono agibili, quali sono in grado di sostenere eventi di grossa portata: migliorare la gestione delle risorse attraverso un’analisi degli utilizzi da parte delle società di modo da eliminare le incongruenze gestionali e reperire risorse da reinvestire in ammodernamenti.
2. Eventi Internazionali: Partite, Gare Pesca, Contest di danza. In Liguria ci sono poche strutture capaci di accogliere certi eventi. Pensare alla costruzione di un vero Palazzetto dello Sport
3. Convenzioni per squadre: creare canali utilizzabili da squadre che intendano organizzare eventi sportivi tematici di modo da trovare una rete di strutture ricettive convenzionate. Attualmente le squadre si gestiscono da sole.

Turismo religioso.

Nella nostra regione vi sono molti e meravigliosi santuari mal promossi  turisticamente  in posizioni incantevoli con strutture alberghiere, ristoranti ecc. che da anni richiedono  più attenzione da parte degli enti turistici. Anche in questo caso l’inserimento negli appositi programmi turistici di visite guidate, sarà sicuramente fonte di incremento turistico.

Il mare.

L’ opportunità di sfruttare il turismo subacqueo (alcuni dati: ogni fine settimana -  solo nel levante ligure - si immergono nelle nostre acque 3000/3500 sub. Da una recente inchiesta si è appurato che un nuovo relitto navale può portare un incremento di sub di 20.000 presenze annue: da qui, la proposta di alcuni diving di affondare delle vecchie imbarcazioni e creare delle vere e proprie palestre per i sub.)
1. Il ripristino delle grandi regate veliche. Il ritorno degli off shore
2. Incentivare i comuni ad attrezzare le spiagge libere per dare un servizio turistico, tramite concessioni private a termine
3. La pesca turismo in aumento anche nella nostra regione,  collaborazione con i pescatori professionisti,  attraverso i media sfruttare l’ormai famoso ma mal pubblicizzato Santuario dei cetacei�
4. I collegamenti con le città turistiche via mare, convenzioni con i battellieri, un metodo nuovo e suggestivo per alleviare il traffico viario.
5. Area marina protetta, in questo momento ente pressoché inutile o meglio poco sfruttato.�
6. Renderlo operativo con programmazione eventi e immagine al fine di promuovere, nel vero rispetto della natura, le meraviglie  dei nostri parchi ai turisti.
La Liguria offre ai diportisti interessanti  itinerari nautici, che si possono frequentare tutto l’anno, grazie anche al clima mite della regione. Durante l’inverno, infatti, il Mar Ligure svolge un’azione mitigatrice, garantendo modeste escursioni termiche. Le medie delle temperature registrano picchi nei mesi di luglio e agosto, quando si assestano intorno ai 30 gradi. Le precipitazioni piovose sono generalmente di breve durata, ma abbastanza frequenti soprattutto in autunno e in primavera. Tutta la costa ligure è un susseguirsi di località balneari che vantano un’importante tradizione turistica da oltre duecento anni.
A ciò si può unire la bellezza dei paesaggi marini, la vivacità dei centri cittadini, il fascino dei fondali lambiti da correnti favorevoli. Gli appassionati di vela, surf, equitazione e golf trovano in Liguria le condizioni ideali nella natura e nelle strutture sportive; per lo shopping e le serate mondane non mancano locali di tendenza, boutique e botteghe con manifatture di gran pregio. La Liguria è la seconda regione italiana per la qualità ambientale delle spiagge. Sono 12 le spiagge liguri premiate quest’anno con il vessillo delle Bandiere blu dalla Fee, Fondazione per l’educazione ambientale .Inoltre, il Santuario dei Cetacei del Mar Ligure, un triangolo marino ricco di vita, compreso tra la costa ligure, quella corsa e quella provenzale, è diventato un ulteriore richiamo per i diportisti. Si tratta di un ambiente che può vantare la più alta concentrazione di cetacei fra tutti i mari italiani e che con tutta probabilità rappresenta l’area faunisticamente più ricca dell’intero Mediterraneo. Capodogli, balenottere comuni, delfini, grampi, globicefali costituiscono un ecosistema pelagico di grande ricchezza che connota quest’area come eccezionalmente produttiva e ricca di forme viventi con valori che si avvicinano a quelli delle acque atlantiche. Dal 1988 l’Istituto Tethys conduce ricerche scientifiche nell’area del Santuario. Visto cosa possiamo offrire, non è difficile da capire perchè la richiesta di posti barca in Liguria è molto alta. Oggi come oggi, é importante  prima di procedere all’acquisto di un’imbarcazione essere sicuri di avere il posto e un ormeggio sicuro! Lo stesso vale per chi in vacanza ha intenzione di fare approdo nei vari porticcioli liguri, dove in alta stagione si rischia di non trovare posto quando gli ormeggi delle marine sono sempre stracolmi.  Da 
tenere presente che, condizioni meteo permettendo, si può pernottare tranquillamente in rada nelle varie baie ed insenature della nostra costa. E, a ridosso  della stagione estiva, la richiesta  di ormeggi è, a stare stretti, almeno  il doppio rispetto alla disponibilità  effettiva. A soffrire confermano gli addetti ai  lavori è sia  la nautica da ricchi, quella degli yacht  e dei panfili da 18 metri in su, come  quella cosiddetta sociale, delle “barchette”  a uso famiglia intorno ai 5  metri di lunghezza .Si tenga presente che, oggigiorno solo nei cantieri del Nord Europa, sono in costruzione più di 100 yacht oltre i 45 metri e che il 45% di questi, che saranno ultimati nei prossimi 2 anni, non troveranno posto idoneo ad ospitarli in Liguria.

I Sette punti prioritari:

1-  Creazione di  Distripark per la nautica da diporto: cioè una piattaforma logistica avanzata di smistamento Yacht.
2-  Creazione di piattaforma intermodale: con l’ausilio di una combinazione di mezzi diversi come camion + treno o camion + nave o camion + charter.
3-  Creazione di campagna pubblicitaria: avviare una campagna pubblicitaria non solo in Italia ma anche nei paesi emergenti, partecipando alle più importanti manifestazioni fieristiche del settore, e fruttando altresì la cassa di risonanza di alcune fra le più autorevoli riviste del settore. Inoltre bisogna esportare lo spot televisivo riguardo l’offerta  in essere, magari abbinandolo ad organizzazione di “eventi locali” unici nel suo genere.
4-  Attivare un programma di sgravi fiscali ( finanziamento ad Iva agevolata e detassazione degli utili su opere accessorie)  finalizzato al rilancio delle strutture di qualità, con alberghi a quattro cinque stelle, unici in grado di attirare il turismo di elite.
5-  Sostegno particolare alla Pubblica Amministrazione locale, certamente più rapida di quella centrale, in materia di organizzazione di eventi di portata nazionale.
6-  Avviare contatti  con società di charter: creare una base nautica nei nostri aereoporti di Villanova di Albenga e nel Cristoforo Colombo di Genova in modo da, creare due poli centrali dove poter far affluire la clientela extra europea.
7-  Organizzare servizi di trasporto via mare in comunione: Ecologici, ecocompatibili, che diano la possibilità a chi staziona in rada nei pressi dei nostri centri turistici, di raggiungere la località prescelta non incappando nelle limitazioni poste a tutela dei nostri parchi marini e non precludano la visita degli stessi.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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